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Vacanze sul Gargano: cosa vedere a Vieste

CATTEDRALE

La Cattedrale (XI sec.) sorge in una delle zone più alte di Vieste, circondata dalle caratteristiche casette bianche del borgo medievale. Rappresenta una delle chiese più antiche di stile romanico della Puglia e si ritrova in perfetta armonia con il campanile della chiesa in stile barocco dopo un crollo nel 1772.
Nella chiesa,dedicata alla Maria Assunta, è custodita la statua della Madonna di Santa Maria di Merino ( pregevole scultura in legno XIV sec.) che la tradizione dice essere rinvenuta da alcuni marinai sulla spiaggia di Vieste.

 

CHIANCA AMARA

Adiacente alla Cattedrale di Vieste è da ricordare la Chianca Amara, monumento alla ferocia umana, su cui furono trucidati donne , vecchi e bambini il 15 luglio 1554 dalle orde del sanguinario pirata Turco Dragut Rais. Per fronteggiare simili scorrerie, nel 1566 furono costruite lungo la costa Garganica le TORRI DI DIFESA , tutte a base quadrata, che ancora oggi fanno da corona al mare cristallino di Vieste.

 

CASTELLO SVEVO

Il Castello di Vieste, massiccia costruzione fatta edificare dagli Svevi (1240 ) , domina il borgo medievale e tutta la cittadina di Vieste. A pianta triangolare, si distingue tra il bianco degli edifici e dal paesaggio circostante per la sua figura imponente, e si erge a strapiombo sulla roccia bianca che da sul mare. Fu danneggiato durante le incursioni veneziane e durante la prima guerra mondiale.

 

MUSEO MALACOLOGICO

Non si può venire a Vieste e non visitare questo fiore all’occhiello della città, con ingresso gratutito, aperto tutti giorni dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 22.30. Trae le sue origini dalla passione dei suoi proprietari per i viaggi e per le conchiglie.
Il tutto ebbe inizio con una semplice attività commerciale, nel 1975, dedicata alla vendita di souvenirs ed in particolare alla vendita di conchiglie. Conchiglie che con il passare degli anni sono state acquistate e raccolte durante i numerosi viaggi in paesi esotici come le Filippine, il Vietnam ecc.
Il commercio delle conchiglie a poco a poco ha portato alla ricerca di esemplari sempre più belli e rari, e ad accrescere una collezione di poche centinaia di pezzi a diverse migliaia.
Nel 1984 l’attività commerciale si trasforma, viene inaugurato il primo museo malacologico in località Scialara.
Nel 1995 il museo viene trasferito in via Pola, dove si trova attualmente. Inizialmente conteneva 4600 esemplari, ora ne espone circa 12500 esemplari provenienti da ogni parte del mondo, acquistati su ordinazione oppure sul posto, presso rivenditori locali specializzati nella raccolta e nella lavorazione delle conchiglie.
In particolare le Filippine sono le maggiori fornitrici di materiale malacologico, conchiglie del posto oppure importate da altri paesi asiatici.
Gli stessi lampadari che si trovano all’interno del museo sono made in Filippine e realizzati in madreperla.
I proprietari del museo, per dare maggior pregio alla loro raccolta, hanno esteso l’esposizione delle conchiglie a quella di fossili di conchiglia e pesci .
Visita il sito www.museomalacologicovieste.it

 

FARO

Il Faro di Vieste sorge sullo scoglio di Santa Eufemia proprio di fronte alla cittadina di Vieste. È stato progettato nel 1867 e sulla torre del faro si può ammirare una interessante lanterna d’ottone. Durante la notte illumina la cittadina di Vieste e si può ammirare, dal Castello di Vieste o da una delle sue splendide spiagge.
Sull’isolotto è stato scoperto in una grotta il tempio della Venere Sosandra citato da Catullo nel Carme 36.
La leggenda vuole che Noé, una volta finito il diluvio, decise di stabilirsi in questa zona del Gargano insieme alla moglie Vesta.
Quando ella morì, si narra che egli tumulò le sue spoglie mortali proprio nello scoglio di Sant’Eufemia, dove oggi si leva il faro. Noé inoltre decise di ricordare la memoria della moglie edificando una città in suo onore, dandole il nome di Vesta, da cui deriverebbe il nome attuale della cittadina di Vieste.

 

PIZZOMUNNO

All’inizio della spiaggia del Castello a sud di Vieste, si erge, quasi a guardia della città di Vieste, un monolite alto circa 25 metri chiamato Pizzomunno che sarebbe stato – secondo la leggenda – un giovane tramutato in pietra a causa della gelosia delle sirene che avversarono la sua vicenda amorosa con la bella Vieste.
Ad esso sono legate varie leggende, spesso raccontate ai turisti durante le belle serate estive dai nonni del paese, seduti fuori alle caratteristiche abitazioni bianche del centro antico di Vieste.